Benvenuto nella sezione dei mini sketch
Qui troverai dialoghi, situazioni assurde e piccoli imprevisti con Daniel, Hans, Dave e Fulvio: tecnologia, spionaggio, burocrazia e vita quotidiana si incontrano in un mondo dove anche un server può avere qualcosa da dire.
Leggi. Divertiti. E fai attenzione: anche la cache potrebbe avere un piano.
Hans-blogger
Hans entra in ufficio con un tablet.
Dave alza lo sguardo.
— Sei venuto a spiegarmi come si buca un database?
— Non uso database.
— E allora cosa vuoi fare?
— Creare un blog.
— Ah. Va bene. Di cosa parlerà?
— Di come creare un blog.
— Stupendo. Integriamo anche il servizio Doris?
— No. Doris non ha licenza.
— Vuoi dire: Daniel non ha licenza. Vorrei vederlo all'Ufficio Patentini a chiedere l'abilitazione per i Residui Vivi e per il gatto robot che usa come sistema di comunicazione. Sarà più facile ottenere la licenza per i bazooka.
— In ogni caso non pubblico niente senza autorizzazione.
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Fulvio interviene:
— Possiamo attivare una webcam di nascosto.
— A cosa serve?
— A vedere chi viene.
Sorride.
— Secondo me Rinaldi sarà il primo.
— È illegale — osserva Hans.
Dave fissa Fulvio.
— Dimmi una cosa. Hai mai fatto qualcosa di legale in vita tua?
Fulvio riflette.
— Mi sono sposato.
— Era una copertura — replica Hans.
Fulvio annuisce.
— Una copertura legale.
Complotto informatico
Hans: — Ho modificato il CSS.
Server: — Ne prendo atto.
Hans: — Quando sarà visibile?
Server: — Non divulghiamo informazioni riservate.
Fulvio: — Hai svuotato la cache?
Dave: – Stai parlando di soldi?
Hans: — Cache. Non cash. Con CH.
Dave: – E che cos'è?
Fulvio: – Memoria temporanea.
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Server: — Cache? Quale cache?
Fulvio: — Secondo me ci guarda e ride.
Server: — Chiedete al Browser quando sarà visibile.
Browser: — Perché il colpevole sono sempre io? Visualizzo quello che mi manda il Server.
Server: — Io ti ho mandato la versione aggiornata.
Fulvio: — Si sono messi d'accordo.
Dave: — Anche il CSS.
CSS: — Le mie proprietà preferite sono margin e padding.
Fulvio: — Visto? È un complotto informatico.
Hans: — No. Questa è un'associazione a delinquere.
Dave: — A delinquere?
Hans: — Sì. Mi rubano tempo, fanno perdere la pazienza e rovinano i nervi.
Compare una notifica sul tablet.
Cache: — Ragazzi, sono tornAAAta.
Agita la mano.
Server: — Basta. Ho i miei orari da rispettare.
Browser: — Anch'io.
Cache: — Prrrrrrrr.
Hans: — Si possono sapere gli orari?
Server: — Le informazioni saranno rese disponibili nei tempi prestabiliti.
Esperimento
Dave, Hans, Fulvio e Daniel vengono accompagnati all’interno di un edificio circondato da antiche mura.
L’ingresso principale è sbarrato da un grande cancello carraio moderno, sul quale campeggia una scritta: CHIUSO PER MANUTENZIONE
I quattro scendono nella corte e osservano l’ambiente.
Fulvio controlla gli angoli dell’edificio, cercando eventuali videocamere. Poi alza lo sguardo verso i tetti al fine di individuare anche i ponti radio.
Dave esamina il terreno, alla ricerca di possibili botole. Poi alza lo sguardo anche lui.
Hans apre il tablet e inizia a lavorare.
Daniel, invece, è già dall’altra parte delle mura.
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— Cosa facciamo? — chiede Dave.
Fulvio raggiunge il cancello e lo analizza con attenzione.
— Ci vuole una chiave — dice.
— Quella analogica — precisa, lanciando un'occhiata a Hans.
Hans continua a muovere le dita sul tablet.
— Potremmo passare dai tetti — propone Dave.
Fulvio lo scruta.
— Mai sottovalutare il nemico.
Dave si guarda intorno.
— Ma Daniel dov’è?
In quel momento il cancello si apre.
Daniel li osserva dall’altra parte.
— Cosa aspettiamo?
Acconciatura impossibile
Hans entra dal parrucchiere.
Si accomoda sulla poltrona.
— Mi lasci un po' di lunghezza sopra. Li porto sparati.
In quel momento entra Dave. Sente solo l'ultima parola.
— Chi sono gli sparati? — chiede.
— I capelli — risponde Hans.
Dave si concentra.
— E da chi?
— Dal mouse.
— Fantastico.
Due mesi dopo.
I capelli di Hans sono di nuovo lunghi.
— Basta. Li taglio a zero.
Entra in un negozio di elettrodomestici.
— Mi serve una macchinetta per capelli.
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Il commesso sorride.
— Certamente.
Appoggia sul bancone una confezione.
— Display LSD, quaranta LED di stato, computer di bordo, modulo decisionale, modulo analitico, riconoscimento vocale, connessione Wi-Fi, Bluetooth, app dedicata, account personale, autenticazione a due fattori...
Hans non si muove.
Dave bisbiglia:
— Se ci fosse Massimo, avrebbe chiesto il protocollo con il livello di accesso.
Il commesso continua.
— Password obbligatoria di almeno otto caratteri alfanumerici, una lettera maiuscola, un simbolo etrusco, CAPTCHA, codice sviluppato da alieni e chiave crittografica.
Hans osserva la confezione.
— Quando deve partire?
Il commesso sbatte le palpebre.
— Prego?
Dave interviene.
— Sì... quando parte per Marte?
Il commesso allarga le braccia.
— Non ne ho idea.
Hans indica il display della macchinetta.
— Ma questo display LSD... non è touch e non ha tastierini. Devo usare la lingua?
Il commesso si stringe nelle spalle.
Dave sussurra a Hans:
— Se lecchi il display, arrivi sul Marte prima del previsto.
Hans scuote la testa.
— Non la prendiamo.
I due escono dal negozio.
Il commesso li rincorre.
— Aspettate! Non vi ho fatto vedere il set di lamette.
Hans mormora:
— Arma bianca.
Dave è d'accordo con lui.
— Sì. È armata.
Fulvio, che ha sentito tutto da dietro uno scaffale, interviene:
— Piuttosto... non ha un cannone a impulsi in dotazione?
Il commesso è sconcertato. Guarda la confezione. Poi guarda i tre.
— Per il taglio capelli?
Fulvio risponde, serio.
— No. Contro la cache.
Daniel e l'Autore
Buio.
Daniel corre con la sua Porsche.
All’improvviso, sulle strisce pedonali, un uomo attraversa la strada. Daniel frena all’ultimo momento e per poco non lo investe.
L’uomo, spaventato, gesticola.
— Ma sei matto? Ero sulle strisce!
Daniel scende dall’auto, impassibile.
— Da noi le strisce pedonali sono gialle.
L’uomo lo guarda, poi si avvicina per osservarlo meglio.
— Ah... sei Daniel.
— In persona.
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— Non ho ancora capito: sei svizzero, milanese o umbro?
Daniel non si scompone.
— Dipende dai casi.
L’uomo fa un altro passo.
— Portami più personaggi. Li faremo parlare. Tanti dialoghi.
Si entusiasma.
— Dialoghi su dialoghi. Un mucchio di dialoghi.
Daniel gli porge un biglietto.
— Chiami questo numero.
L’uomo prende il biglietto senza guardarlo.
— Spero che il gatto sia scappato.
Daniel aggrotta la fronte.
— Quale gatto?
L’uomo sospira.
— Stavo lavorando al computer. Esco un attimo per vedere che tempo fa... torno dentro e il gatto mi piscia sul PC.
Daniel guarda l’orologio.
— Devo andare. È stato un piacere conoscerla. Buon lavoro.
Sale in macchina, mette in moto e parte sgommando.
L’uomo rimane fermo sulle strisce, sconcertato.
— I dialoghi...— mormora.
Hans–blogger, parte finale
Daniel rientra.
Ha un bazooka appoggiato sulla spalla.
Fulvio lo osserva in silenzio.
Dave fa un passo indietro.
Hans apre il tablet e scrive una mail alle Nazioni Unite. Invia al destinatario sbagliato.
La mail arriva sul telefono dell’uomo delle strisce.
L'uomo si ferma sulle strisce, legge il messaggio.
— I dialoghi?
Non fa in tempo a reagire.
Bruno, il gatto, arriva con il monopattino e lo travolge.
Dalla finestra arriva una voce soffocata. È Rinaldi. Sta spiando attraverso le persiane
— Porc...
Dave indica il bazooka.
— Cos’è? No, nel senso... so cos’è...
Daniel resta impassibile.
— È la licenza — dice.